Pino Pinallo Pinayrano
Elena Chiri Pignocchino
Pino Pinallo Pinayrano
L’idea di scrivere qualche pagina su Pino, sulla sua chiesa dedicata a Santa Maria assai prima di quanto si creda, e soprattutto sul suo ospedale, oggi del tutto dimenticato, è nata tempo fa come conseguenza del ritrovamento di una documentazione scritta, inedita, risalente alla seconda metà del XIII sec. quando questo tratto di collina era sotto la giurisdizione chierese.
Sinora l’attenzione degli studiosi locali era andata al castello di Montosolo, alla chiesa di Santa Maria, alla formazione del Comune nel 1694 e alle successive fasi del suo sviluppo. Una ricerca storico-territoriale estesa a tutta l’area ora pinese e mirata a cogliere nella dinamica degli insediamenti collinari la formazione di quel nucleo, di persone e di beni, che ha potuto essere separato da Chieri con il nome di Pino non era ancora stata fatta. Queste pagine si collocano in questo spazio, senza presumere di colmarlo. Vogliono essere un tassello in più o se vogliamo uno spiraglio in più aperto su un passato poco conosciuto.
Dall’integrazione dei dati trovati con gli altri documenti editi o comunque noti e studiati emerge una realtà di vita non conosciuta, fatta di insediamenti sparsi sulla collina tra cui quello di Pino caratterizzato da una chiesa e da un ospedale di strada.
La documentazione riguarda anche i momenti e i caratteri della ripresa dell’insediamento stabile sulla collina, dopo che lo sviluppo di un centro urbano vivace e accentratore come Chieri aveva indotto gran parte degli abitanti del contado a trasferirsi in città e motivi di sicurezza avevano imposto ai rimasti di raggrupparsi presso i luoghi più facilmente difendibili. La novità del ritorno è data dalla presenza di “particolari”, che sono quei proprietari terrieri che vivono in campagna lavorando la propria terra.
Alla base di questa ricerca c’è un lavoro di topografia storica senza il quale non è possibile valersi delle indicazioni dei documenti antichi che fanno riferimento alle strutture abitative e agrarie del tempo. I risultati sono affidati ad alcune tavole per la cui realizzazione ho potuto contare sull’aiuto di Maria Grazia Bianco. A lei e alle tante persone che in qualche maniera hanno facilitato il mio lavoro rivolgo un vivo ringraziamento per la loro gentilezza e disponibilità. Sono particolarmente grata al dottor Filippo Ghirardi, direttore dell’Archivio Storico di Chieri, nei cui meandri mi è stato guida sicura e paziente, e a Padre Valerio Ferma per i preziosi suggerimenti.
Pino, gennaio 1998
Elena Chiri Pignocchino
INDICE
Introduzione
Pino Pinallo Pinairano
Santa Maria del Pino
Pino, manso del vescovo di Torino?
Un manto di chiese
Non solo chiese
Montosolo castello del vescovo
la carta di concordia
il contratto tra Chieri e i conti di Biandrate
il contratto tra Chieri e i Cavaglià
Lavorare in collina abitare in città
L’hospitale
Dalla strata alla strada
Il nuovi luoghi sui monti
Eremiti a Pino
Uomini di buona volontà
I Carmelitani a Pino
I fuochi
Cronologia
Fonti e bibliografia

