Considerazioni sul Concerto di Natale alla SS Annunziata
Concerto di Natale alla SS. Annunziata di Pino Torinese promosso dall’Associazione Santa Maria del Pino
In tanti anni di concerti di Natale, finalmente ho assistito a quello che desideravo da tempo, un programma sublime, raffinato, elegante, raro da ascoltare, lontano dalle solite pagine natalizie e completamente dedicato alla grande musica da camera.
Il concerto si è aperto con lo splendido “Till Eulenspiegel Einmal Anders” di Richard Strauss nella versione per sestetto, con il raddoppio di violoncello e contrabbasso. L’ensemble Ritratti composta dai musicisti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, ha mostrato una finezza sonora notevole, con voci limpide e timbri perfettamente distinti. Il violino di Raffaele Fuccilli risplendeva per eleganza, mentre il violoncello di Amedeo Fenoglio e il contrabbasso di Francesco Platoni offrivano una base profonda e compatta, dialogando con naturalezza con il clarinetto di Salvatore Passalacqua dal suono brillante e caldo, il corno di Gabriele Amarù cristallino e con il fagotto di Bruno Giudice sempre morbido e misurato. Un’apertura davvero magnifica.
Il cuore della serata è stato il Settiminio op. 20 in Mib maggiore di Beethoven, eseguito dall’Ensemble Ritratti in uno stato di grazia autentico. Fin dal primo movimento si percepiva un equilibrio puro, una chiarezza di idee, una cura degli incastri di rara precisione. L’Adagio iniziale e l’Allegro con brio che lo segue si sono snodati con naturalezza, guidati dallo splendore del violino e dalla morbida sicurezza della viola, mentre violoncello e contrabbasso sostenevano l’architettura con una presenza timbrica tanto solida quanto flessibile.
La voce del clarinetto di Passalacqua si è trasformata in una linea quasi vocale, calda, legnosa, potente e allo stesso tempo delicata, avvolta dalla trasparenza del corno di Gabriele Amarù, luminoso e purissimo, e dal sostegno discreto ma sempre intelligente di Giudice al fagotto, impeccabile per chiarezza e precisione contrappuntistica.
Il Menuetto ha respirato con eleganza spontanea, una danza leggera e nobile in cui ogni strumento trovava spazio per emergere. Nelle variazioni, una dopo l’altra, i musicisti si sono alternati con naturalezza, senza mai cercare protagonismi, rivelando una tavolozza di colori ricca e variata. Il finale ha chiuso il brano con energia brillante, in un gioco serrato di rimandi tra archi e fiati, magnificamente tenuti insieme dalla coesione dell’ensemble e dalla brillantezza del corno di Amarù, in una forma davvero eccezionale.
Il bis che ci hanno regalato è stato sorprendente, il finale del Settiminio op. 40 in Mi di Adolphe Blanc, non una trascrizione ma una pagina originale di rara esecuzione. Un’esplosione di allegria, colori, virtuosismi e voci intrecciate, un bis tra i più belli che abbia mai ascoltato in un concerto di Natale.
Il tutto nella splendida cornice della chiesa barocca della Sansittima Annunziata di Pino Torinese, che ha amplificato i contrasti, la luminosità dei timbri e la magia di una serata indimenticabile.
30 novembre 2025
Denis Sansoè
